Alessandro Baldoni

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dea reitia immagini

Nella bellissima raccolta di fiabe fassane che Hugo de Rossi mise insieme fra il 1904 e il 1910 si trova un racconto particolarmente interessante, Le Vivane e il čan (v. 34), in cui vediamo un pastore che scaccia una fata – una Vivana (o Anguana, Viviana, ecc.) 47-48), ma sperimentando la sua rabbiosa empietà lo maledice: lo chiama due volte «cane» (v. 63: κύον, κύον: il rovesciamento rispetto al τέκυον τέκυον dei vv. In quanto Signora delle Acque i suoi templi e altari erano presenti lungo i fiumi e le fonti termali. LA CORNACCHIA, IL LUPO E LA DEA REITIA. Il culto di Reitia era il più diffuso tra le popolazioni paleovenete. Anche nel caso dei veneti disponiamo d’informazioni certe e di conoscenze incerte. Ecate dea antichissima, Dea del Tempo Circolare, della magia, delle erbe, protettrice della vita. – affamata, e viene da questa maledetto. mentre passeggiate con le vostre amiche osservate gli alberi e il paesaggio Lasciate Permettete alle lacrime di scorrere. 1. Al suo nome talvolta si aggiunge l’epiteto “Sainate”, che ne evidenzia le caratteristiche di divinità guaritrice. I numerosissimi reperti (solo gli ex voto sono oltre 14.000) oggi si possono vedere al Museo Archeologico Atestino. Dea della fertilità e della rigenerazione, le sue principali sedi di culto erano a Hur, nel Medio Egitto, e ad Abido. E` completamente sparito, si e` ipotizzato che la massiccia presenza di altari votivi dedicati alla madonna presenti in Veneto siano un pallido riflesso del culto di Reitia ma non vi e` alcuna prova concreta che lo prova. 25-mag-2018 - History of my ancestors. I due corsi sono autonomi e indipendenti l’uno dall’altro “Narrare e mettere in scena nei luoghi dei Miti” VENERDì MATTINA ore 10.00 – 12.00 Ispirandoci a […] Dea dei veneti. L’origine e l’identità di Reitia è ancora oggi avvolta nel mistero. Disco bronzeo ritrovato a Montebelluna ( una delle poche immagini ritrovate attribuite alla Dea Reita) Un tempietto in suo onore si trovava anche a Schio (Vicenza) nella frazione di Magrè, mentre la sua raffigurazione più completa è in un disco bronzeo scoperto a Montebelluna (Treviso). Per quanto mi riguarda non c’e` stata nessuna chiamata ‘divina’ , la consapevolezza dell’esistenza di questa divinta` e` stata il risultato dello studio scatenato dalla curiosita` legata ad alcuni ritrovamenti archeologici nella zona di Este. e . Il Veneto, Terra delle Meraviglie, avrebbe potuto non avere la sua dea? Tutto inizia su un isolotto del fiume Adige, antica dimora di Reitia, la dea madre dei Veneti. Venerdì 30 settembre giornata di apertura/presentazione “Narrare e mettere in scena nei luoghi dei Miti” dalle 10.00 alle 12.00 “Dall’antica dea Reitia ai social networks” dalle 14.00 alle 16.00. Visualizza tutte le 2 immagini. Immagine di Heket, a destra, da un rilievo del mammisi di Dendera. Disco bronzeo ritrovato a Montebelluna ( una delle poche immagini ritrovate attribuite alla Dea Reita) La Chiave di Reitia,ritrovata a Ca’ Oddo di Monselice. Disco bronzeo ritrovato a Montebelluna ( una delle poche immagini ritrovate attribuite alla Dea Reita) La Chiave di Reitia,ritrovata a Ca' Oddo di Monselice. Ascolta questa tua figlia Sul sentiero di Reitia "Bello, appassionante, intrigante. Al suo interno era la statua di culto della Dea, anch’essa stante, forse con una cornucopia in mano. Con Mini alla ricerca delle tradizioni natalizie italiane, partendo da Verona. Furioso incendio a Levico. Questa Dea e` fortemente legata al mondo femminile , non puo` che esaltare la sessualita` come forza creatrice della realta` in cui viviamo. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Dea di Caldevigo, Museo Archeologico di Este, museo atestino, paleo veneti, paleoveneti, REITIA E POTNIA THERÒN DUE LUOGHI DI CULTO ALLA DEA MADRE NELLA VICENZA PALEO-VENETA E ROMANA Vicenza, Museo Civico: antefissa fittile rappresentante la Potnia Theròn (h. cm 42,5). C’era una volta una dea… sulle le tracce di Reitia, l’antica madre... Dea di Caldevigo, statuetta di devota con le braccia aperte nel gesto di preghiera, Dea di Caldevigo - statuetta di devota con le braccia aperte nel gesto di preghiera, Dea di Caldevigo - dettaglio - statuetta di devota con le braccia aperte nel gesto di preghiera, Rilievo del disco bronzeo di Montebelluna, Disegno tratto dal profile Tumblr di Ilaria “Shishitsunari”, 🛰 Una piattaforma online che acquisisce ed elab, ❌Quello che ha ideato il green team di @tedxcort, 🎶 Il Concerto di Capodanno 2021 del @teatrostab, @carloegiorgio, la coppia più longeva della comi, 🖤Addio a Pierre Cardin, il cui nome e lo stile, 📆 Save the date 📅 18.; 6 Bolla 2008, c. 45-46, fig. Dea di Caldevigo, V sec a.C. Este. Sgaialand Agency: Comunicazione, Eventi, Ufficio Stampa e PR in Veneto, Il Maestro Luigi Biasetto lancia “Sfornata a casa tua”, Le fave dei morti, la tradizione veneziana e le lumere venete, Dalla Cantina Colli Euganei, i vini solidali per la ricerca. LA DEA MADRE DA NOI CHIAMATA REITIA. Il suo culto è antichissimo e il mito è praticamente dimenticato. 17.; 7 Bolla 2008, c. 53, fig. Dai frammenti superstiti si può ricostruire un colosso di sei metri circa di altezza, quindi pari a tre volte e mezzo il vero: una … Nel video, indicato in Youtube come “Venezia, Acqua alta: un mantra alle dea Reitia”, oltre a immagini di Marghera, del Mose, delle grandi navi che attraversano il cuore di Venezia e a riprese dell’ “aqua granda” del 12 novembre scorso sulla porta di una casa veneziana, compare il disco votivo in bronzo indicato dagli archeologi come “il disco di Reitia”. 69-70, n. 139. può essere utile ricordare che una delle possibili radici individuate per il no- 44 Aubriot-Sévin 1992, pp. Sciagurato, di quanto mangiava, di tanto lo prendeva desiderio di nuovo» (vv. – NEL TEMPO DELLA DEA: Storia della civiltà fluviale Di Anna Maria Annette Ronchin Pora Reitia Apono Alkomno Ercole Trumusiate Henotos Esci Pora Reitia Pora Reitia è la più nota degli Dei degli antichi veneti. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. Qualche traccia resta nei racconti popolari e nelle favole. Visualizza altre idee su corfù, archeologia, posti per le vacanze. LOREDANA CAPUIS. Dea Madre di tutto e di tutti, la femminilità di Reitia era così forte da determinare anche il nome dei fiumi, delle montagne e delle città più importanti, allora sempre declinati al … Home; Cronaca; Sport; Tempo Libero; Veneto; Salute; Green&Blue; Dossier. Tre cose su un’isola deserta, anzi meglio su un laghetto di montagna? termine Pora , primo nome della dea encoria di cui Reitia sarebbe un epiteto: Pora come dea del «passaggio», del «guado», intesa sia in senso proprio, cioè come dea di un elemento - il fiume - sicuramente primario nell'economia del centro urbano, 5 Santuari 1985. Secondo la versione più antica, quella che Callimaco ci ha conservato nel suo sesto inno, la dea gli compare innanzi assumendo l’aspetto di una sacerdotessa – «tiene in mano corone e papavero e sulle spalle aveva la chiave» (v. 44) – e tenta di sedare Erisìttone («Figlio, che colpisci gli alberi sacri agli dèi, / figlio, fermati, figlio…», vv. Potente come Zeus, Reitia era un Odino al femminile. Nei Veda Aditi è la 'Dea-Madre' ed il suo simbolo terrestre è l’infinito e sconfinato spazio. Le immagini dal reparto di terapia intensiva Covid di Rovereto. Vediamo allora di illustrare con ordi… 46-47 è palese) e «subito in lui scagliò una voracità dura e feroce, / bruciante e tenace: si logorava in grave malattia. 66 ss.). Ma ancor più affascinante è la teoria di alcuni studiosi secondo i quali la sacra isola di Reitia sul fiume Adige sia stata l’origine dei meravigliosi giardini che circondano le ville euganee. I giardini di Villa Barbarigo a Valsanzibio, Villa Papafava dei Carraresi a Frassanelle, Villa Cornaro a Este, Il Cataio a Battaglia Terme e molti altri più o meno importanti nascondono tutti le tracce dell’antica dea. Seconda metà del I sec. Risultati immagini per antichi veneti. Il rogo si fa il 6 gennaio e l’ interpretazione moderna vuole che la vecia che si va bruciando sia la befana che porta via con se tutti i resti del vecchio anno lasciando l’augurio che i campi siano fecondi e produttivi. Protettrice dei parti , Signora degli Animali Selvaggi, Signora delle Acque e delle Selve, Signora di Magia e Guarigione; veglia sui viaggiatori e sul susseguirsi del tempo e delle stagioni per questo in alcune leggende è descritta come la Tessitrice. Un disco degli ZZ Top, un fumetto di Rat-Man e una botte di rum. Nel quadro di quanto si va qui considerando, cantata del Lago Albano: Maggiani 2005a, pp. Importante anche conoscere sia gli uni sia gli altri, sapendo che nel primo caso veniamo a conoscere quello che “si raccontava”, “si tramandava”, “si credeva”; nel secondo caso invece possiamo disporre d’informazioni vere, reali, concrete. Secondo alcune interpretazioni degli archeologi la data originaria dei roghi era a marzo molto vicino all’ equinozio di primavera che veniva subito dopo il capodanno dei Veneti che cadeva il 1 marzo. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. La Dea veniva rappresentata con una chiave magica in mano che si presume aprisse le porte dell’ Aldila` , quindi decidesse le sorti degli uomini. 27-28; inoltre Jenkins 1957, p. 65-68.; 3 Dal santuario della dea Reitia a Este, attivo forse già dalla fine del VII sec. Del suo culto c’è traccia anche nel Tempio di Minerva di Monte Castellon a Marano di Valpolicella (Verona), che si ipotizza fosse prima dedicato alla dea Reitia; e ancora a Musile di Piave (Venezia) fino ai boschi del fiume Timavo al confine tra Italia e Slovenia. Tanto per completare il quadro, non sarà inutile aggiungere che nel testo fassano la Vivana toglie la maledizione invocando Reza e le soe sozze ‘Rezza e le sue compagne’ (< SOCIAE): e in questa figura riconosciamo agevolmente la grande dea della civiltà venetica, quella Retia – usualmente identificata con Artemide Ortia – che nella sua più famosa raffigurazione, il cosiddetto disco di Montebelluna, ci appare, guarda caso, in compagnia di un lupo, con una grande chiave in mano, e circondata da una corona di fiori. che la tua memoria veglia. sia di benedizione. La Dea veniva rappresentata con una chiave magica in mano che si presume aprisse le porte dell’ Aldila` , quindi decidesse le sorti degli uomini. Penso che il recente movimento contro la violenza ostetrica sia molto vicina a Reitia nella sua forma di protettrice dei parti e risanatrice dei torti e dei mali fisici. A Reitia ad esempio venivano attribuiti poteri sananti legati al culto delle acque medicamentose, un antico richiamo alle fonti termali che oggi ben conosciamo. CHE CI FANNO ASSIEME. Sul castello di Magrè, esisteva un tempietto dedicato alla dea cui era sacra tutta la zona boscosa circostante. Si sa che, corteggiata da Poseidone e da Apollo, la Dea ottenne da Zeus di poter mantenere per sempre la sua verginità, in cambio ottenne grandi onori e il culto in tutte le case degli uomini e nei templi. Aditi: La madre-spazio/tempo Dea del cielo infinito della mitologia induista, il suo nome significa letteralmente “libera da ogni legame”, o “priva di limiti”. Il protagonista maschile è un figo della madonna, che non guasta. Il suo animale prediletto era il cane (altro indizio della sua origine non greca: presso i Greci i cani erano tenuti in scarso conto; e anche altro indizio del suo legame con le partorienti e il dare alla luce: il cane era sacro anche a Eileithyia , dea della nascita). Gruppo Editoriale Gedi. forme alternative. ADITI Ricerca di Manuela Caregnato per https://www.ilcerchiodellaluna.it. ... Questo ci rimanda al mondo greco, a Era, la dea regina che assomma valenze agrarie, terrestri, di fecondità, che l’assimilano ad altre figure quali Artemide, Demetra, Afrodite, Persefone, Ekate. Strabone ritiene che gli abitatori del sito appartenessero alla popolazione degli Euganei, ma oggi gli studiosi sono abbastanza concordi che essi fossero Veneti, fatto attestato dal ritrovamento di oltre 200 laminette votive dedicate al culto della venetica dea Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. A.C. “Giacea questa mole molto maestosa mezzo miglio e più distante dalla vecchia città a settentrione in perfetta sabbiosa pianura fra il Dimenticata piu` non sarai Reitia. Un luogo magico, felice, circondato da acque e vegetazione, dedicato dagli antichi alla divina sovrana della Natura. Le scintille che si sprigionano dal rogo hanno sia una funzione divinatoria (se il vento le spinge a sud-est sara` un buon anno a nord-ovest al contrario prevede carestia.) L'incursione di M49 in val dei Mocheni Che disastro a malga Cambroncoi. Pochi sono i reperti che la raffigurano, le testimonianze scritte sono frammentate e dei suoi templi non resta che qualche rovina. Armarsi di molta pazienza , tessera della biblioteca e tanta voglia di leggere di tutto alla ricerca delle sue esili traccie, Bibliografia Fonte: http://www2.lingue.unibo.it/studi%20celtici/7-Don%C3%A0.pdf, Venne identificata in un secondo momento con Cibale (con la quale condivideva i simboli) e Minerva, dai reperti ritrovati nell’ antico tempio nel veronese si ipotizza che prima fosse dedicato alla Dea Reita. Sviluppatosi tra il 7000 e il 3500 a.C., ha fatto parte esclusivamente della zona abitata dal popolo dei Venetkens (i paleoveneti), probabilmente anche per il legame esoterico attribuito all’alfabeto venetico, utilizzato nella composizione di orazioni dedicate alla Dea. Non aveva scettro, ma stringeva in mano una chiave magica, con la quale regolava le sorti del mondo intero. Sul significato dei nomi della dea ci … Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. In alcuni paesi del trevigiano ci sono ancora dei roghi di mezzaquaresima. Simboli e immagini di questa divinità. Parco regionale dei Colli Euganei, 1998. “Spaccio cultura per lavoro e ne abuso per piacere”: dopo una laurea in DAMS e una in Musicologia, ha fatto delle sue passioni un lavoro. Pochi o meglio nulli sono i documenti che narrano le gesta di questa Dea. La Sportiva produce mascherine protettive. Era venerata come dea dei boschi, delle acque, della caccia, della fertilità e della salute. Quale possa essere il valore simbolico di questo oggetto si può dedurre già solo dal fatto che esso figura nello stemma papale; ma per restare nell’ambito che ci concerne, basterà rilevare che il picchio, secondo alcune leggende popolari, conosce una radice in grado di aprire tutte le serrature, che la chiave, nel folklore, è tutt’ora considerata uno dei rimedi contro la licantropia, e che il primo inno orfico, dedicato ad Ecate, signora della magia e delle metamorfosi, descrive la dea come «notturna amica dei cani» (v. 5), «simile a belva ruggente» (v. 6) e «signora che porta le chiavi di tutto l’universo» (v. 7). se alla mia preghiera risponderai. © 2015- 2021 Sgaialand srl - all rights reserved. a.C. al II-III sec. I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. Storia e tipologie dei giardini del Parco dei Colli Euganei”, ed. La qualita` che piu` ammiro in questa divinita` e` la saggezza, in tutti i brevi racconti e informazioni sommarie che sono riuscita a trovare Reita era sempre interpellata per sanare i torti. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. – https://books.google.it/books?id=6lCsBQAAQ…epage&q&f=falsecenni sull’ utilizzo delle Rune a scopo magico a pagina 127 I documenti legati al culto sono andati distrutti e dimenticati, ma sopravvive l’abitudine di fare dei roghi rituali come ‘il brusa la vecia’ che per il suo legame sia con il mondo agricolo che con la figura femminile fa pensare ad un pallido riflesso dei roghi dedicati a Reitia. Dea Madre di tutto e di tutti, la femminilità di Reitia era così forte da determinare anche il nome dei fiumi, delle montagne e delle città più importanti, allora sempre declinati al femminile (la Brenta, ad esempio).Non aveva scettro, ma stringeva in mano una chiave magica, con la quale regolava le sorti del mondo intero. 5 Bolla 2008, c. 46-47, fig. Dea greca del focolare domestico, la primogenita di Crono e di Rea, sorella maggiore di Zeus. 3) Simboli e immagini di questa divinità. La protagonista è un'amazzone veneta, come tutte noi vorremmo essere, e come molte di noi si sentono nell'anima. Come ogni dea che si rispetti, Reitia aveva un importante santuario che fu scoperto nel 1880 proprio vicino ad Este (Padova), in un isolotto sul fiume Adige. Considerando i tratti salienti di Mamma Oca/Berchta mi pare doveroso sottolineare delle corrispondenze con la dea dei Veneti antichi, di cui ancora poco si sa: Ed Ecate è naturalmente la triplice dea delle streghe, quelle streghe che, sin dalle origini stesse del Medioevo sono inestricabilmente connesse coi lupi mannari, che cavalcano ai lupi per recarsi al sabba, e hanno la facoltà di tramutarsi in lupo, come narrano, per esempio, Virgilio nell’ottava bucolica, la Saga dei Volsunghi o il Persiles y Sigismunda di Cervantes. ḥḳt/ḥqt. In origine e` un Inno alla Dea Cibale, ma trovo che si adatti molto bene alla Dea Reitia. 2 febbraio 2016 di Millo Bozzolan. L'Iliade svelata (Italiano) Copertina flessibile – 1 gennaio 2011 di Piero Favero (Autore) 1,0 su 5 stelle 1 voti. Quello di Reitia è un culto unico nel suo genere. Ma la Dea Reitia (Potnia Theròn) ha anche altre funzioni, ... questa epifania di immagini, esce l’aspetto inquietante del femminile” il demone che si agita nascosto”, la Lilith, sepolta nell’animo femminile, che ogni donna dovrebbe liberare, padrona della propria esistenza e della propria luce. http://www2.lingue.unibo.it/studi%20celtici/7-Don%C3%A0.pdf, https://books.google.it/books?id=6lCsBQAAQ…epage&q&f=false, Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale, Documentario di Ronald Hutton sulla Wicca, The Last Witch Hunter - L'ultimo cacciatore di streghe [Streaming- raiplay], Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. I Reti sono un insieme di popoli e tribù accumunati dalla venerazione della dea “ Reitia” da cui deriva il loro nome, dal 500 a.C. abitano la Valle dell’Adige, lavorano il legno, i tessuti, i metalli, le pelli, per la produzione del loro artigianato, rielaborano le conoscenze acquisite attraverso i contatti con gli Etruschi, i … Il culto di Reitia era il più diffuso tra le popolazioni paleovenete. Antonella Pietrogrande, “I giardini di Reitia. Per Sagaialand Magazine si occupa della sezione travel con chicche e curiosità della Terra delle Meraviglie. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Sempre, quando si parla di antiche popolazioni, ci troviamo di fronte ad una serie di dati e documenti che dobbiamo trattare con attenzione ed intelligenza. Mito o miti preferiti riguardanti questa divinità. I boschi e le sorgenti dei Colli Euganei erano i suoi luoghi sacri: Reitia era simbolo di fecondità, salute e giovinezza eterna. 👉 13 marzo-27 giugno 2. La Madre degli antichi veneti, Reitia, era Signora della natura, della tessitura e della scrittura, arte affidata esclusivamente a sacerdotesse.A migliaia di anni di distanza, nell’epoca delle immagini e dei social networks, la creatività nella scrittura si dimostra strumento di comunicazione efficacissimo. La Chiave di Reitia,ritrovata a Ca’ Oddo di Monselice. – La Dea Veneta – Dal Baltico alla Bretagna Di Piero Favero. La Dea veniva rappresentata con una chiave magica in mano che si presume aprisse le porte dell' Aldila` , quindi decidesse le sorti degli uomini. Da anni si occupa di comunicazione e ufficio stampa lavorando dietro le quinte di eventi, mostre d’arte e importanti kermesse culturali. I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. Durante gli scavi al tempio di Este vennero ritrovate tracce di roghi che contenevano resti animali, da questo si e` avanzata l’ipotesi che si facessero dei sacrifici animali in onore a questa Dea. Videogallery. Qui troviamo la dea, sempre raffigurata in atteggiamenti benevoli e materni, con uno stile che seguiva la moda dei popoli veneti e nordici: una bella veste, finemente lavorata, un corsetto di cuoio sbalzato, bracciali e collane di ambra, stivaletti in pelle con la punta all’insù e capelli raccolti a chignon. Credo che nessuno abbia notato che in questa fiaba abbiamo a che fare, in forme appena dissimulate, con una storia che ci viene riportata anche in un mito classico: il mito di Erisìttone, un tessalo che un giorno tenta di abbattere un bosco sacro a Demétra. I reperti finora acquisiti consentono di individuare in Magrè di Schio un centro di culto paleoveneto in onore della dea Reitia che si venerava pure ad Este dove aveva, in epoca pre-romana, almeno tre santuari. Il Museo del Gioiello di Vicenza inaugura “Una storia italiana”, Alice Pomiato: viaggio, scrivo e vivo verde, EZ Lab: così l’agricoltura diventa sostenibile, Bioma – Lucia Pisani: a Padova lo spazio che non ti…, Eleonora Calvi Parisetti: 5 regole per iniziare a emergere su Amazon, Il centenario di Nikon si festeggia a Torino con la fotocamera più grande del mondo, CastigliondiPrimavera: in mostra in riva al mare per salutare l’arrivo dell’estate, I teatri del Polesine: quando la Callas e Pavarotti…, I Macchiaioli, a Padova i capolavori dell’Italia che risorge, TEDxCortina Salon a bordo pista dei Mondiali, Epifania & bimbi: Ucci!Ucci!Pollicino e altre fiabe, Capodanno a distanza: lo show di Carlo & Giorgio, Concerto di Capodanno 2021 del Teatro Stabile del Veneto. Signora delle Acque Il suo nome originario è Pora; Reitia era un appellativo che in un secondo momento diviene nome autonomo della stessa divinità. La presenza della chiave, tanto nel disco che nell’inno callimacheo, mi pare soprattutto di grande importanza. da te ogni cosa nacque. Reita è la somma Dea dei Veneti antichi , un popolo pacifico di origine indio-europea che attraverso le sue migrazioni è venuto a contatto con varie culture ed ha fatto sue molte usanze dei popoli celtici e nordici in generale; nel santuario di Este si ipotizza un utilizzo delle Rune a scopo magico dal momento che non erano utilizzate per creare racconti o annotazioni a quello scopo erano utilizzati i caratteri di origine latina. Reitia è descritta come una Dea Madre, Creatrice di tutto, tutto viene da Lei e tutto torna a Lei. Per approfondimenti: Curiosità: alcune fonti, ancora tutte da verificare, raccontano che la Basilica di Sant’Antonio a Padova sorga sopra i resti di un suo antico tempio. Visualizza tutti i formati e le edizioni Nascondi altri formati ed edizioni. supportalo con una donazione:paypal.me/stregadicitta, © 2021 Appunti di una Strega di Città — Powered by WordPress, Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso - Indice - Privacy Policy - Personalizza tracciamento pubblicitario. Dea Madre di tutto e di tutti, la femminilità di Reitia era così forte da determinare anche il nome dei fiumi, delle montagne e delle città più importanti, allora sempre declinati al femminile (la Brenta, ad esempio). Non tutto però è andato perduto o dimenticato, il Veneto conserva ancora il ricordo della sua Dea Madre. Potente come Zeus, Reitia era un Odino al femminile.

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